Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 12 febbraio 2011

Taci anima mia di Camillo Sbarbaro

Lina/Chaim Soutine/1929 Taci anima mia. Son questi i giorni
tetri che per inerzia si dura,
i giorni che nessuna attesa illude.
Come l'albero ignudo a mezzo inverno
che s'attedia nell'ombra della corte,
non m'aspetto di mettere più foglie
e dubito d'averle messe mai.
Nella folla che m'urta andando solo,
mi pare d'esser da me stesso assente.
E m'accalco ad udire dov'è ressa,
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volgo al frusciare d'ogni gonna.
Per la voce d'un cantastorie cieco
per l'improvviso lampo d'una nuca
mi sgocciolan dagli occhi sciocche lagrime
mi s'accendon negli occhi cupidigie.
Chè tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un'acqua morta.
Non sono che uno specchio rassegnato.
In me stesso non guardo perché nulla
vi troverei...
E, venuta la sera, nel mio letto
mi stendo lungo come in una bara.
(Pianissimo)

13 commenti:

Ardea Cinerea ha detto...

Mi ha ricordato una lirica di Vincenzo Cardarelli... credo che ognuno possa riconoscersi almeno un po' in certe descrizioni.

Buon WE...

veronica ha detto...

Condivido il pensiero di Ardea.
E' una delle poesie che meglio esprime la devastazione interiore per la perdita. Mi ha attraversata con l'immediatezza e lo squarcio di una spada.Una commozione che non posso descrivere.

Anonimo ha detto...

Sì, a volte si dura anche per inerzia.
Rimangono i cinque sensi, tra i quali la vista è preponderante, e il metabolismo di base.

Rose ha detto...

Ero io. Mi è partito l'invio. :(

Buon WE.

Domani sono in piazza.

Anonimo ha detto...

Bella!

Costantino ha detto...

Camillo Sbarbaro,un grande poeta.
I suoi versi sono senza tempo,
appartengono a tutte le generazioni.

asia ha detto...

Camillo Sbarbaro: stupenda persona.
..non m'aspetto di mettere più foglie e dubito di averle messe mai...
é una maturità più che una tristezza.
Ci sono due (ma certamennte anche più) livelli interpretativi.
Uno decadente pessimistico, l'altro invece che puo' estrapolare da questa visione negativa, la faccia nascosta della Luna.
La condizione dell'uomo e dell'anima umana; non siamo mai soltanto noi ad agire, é sempre Lui che agisce, noi agiamo tramite Lui, l'anima diventa Intelletto agente Grazie al Suo Amore.
L'albero non ha mai messo foglie; é sempre Dio e la sua Grazia che glile hanno "regalate". Credo che il poeta sia pieno di questo Amore.
Saluti

Ardea Cinerea ha detto...

Io ci vedo molta disillusione più che altro...
Ognuno di noi ha anche qualcosa di buono: l'inizio del suo possibile sviluppo è nel desiderio. Ma spesso la vita non ci chiede di svilupparlo, non ce ne offre l'occasione o se ce la offre questa si rivela un'illusione.
Finchè un giorno - complice anche il declinare del vigore - anche il desiderio non c'è più. Se non come debole vento su un'acqua morta. E resta uno sguardo, in mezzo al mondo, respirante la vita delle cose eppure infinitamente distante, per sempre.

Francesca Vicedomini ha detto...

Io metto una poesia, e voi ci scrivete sopra un mondo di parole interessanti, vi ringrazio.
Ci sarò anch'io Viola! Buona domenica grigia...

Francesca Vicedomini ha detto...

Confondo i fiori, volevo dire Rose, ora vado però...

Ciro Migliaccio ha detto...

È la condizione dell'uomo nella società di massa; invisibile agli altri e impossibilitato a creare un qualsivoglia rapporto intersoggettivo, spesso nenche occasionale o falso. Alla fine della giornata, soli con se stessi, la costazione è amara: la solitudine è la morte.

Ciro Migliaccio ha detto...

È la condizione dell'uomo nella società di massa; invisibile agli altri e impossibilitato a creare un qualsivoglia rapporto intersoggettivo, spesso nenche occasionale o falso. Alla fine della giornata, soli con se stessi, la costazione è amara: la solitudine è la morte.

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Ciro, Sbarbaro è piaciuto anche a te. Buona estate.