Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 2 giugno 2012

Stavo per dirti addio di Paolo Silenziario

John Godward* A classical beauty
Stavo per dirti:”Addio!”; ma subito
ho frenato la mia voce: e sono ancora qui.
Separarmi da te mi fa paura: è spaventoso,
come l’amara notte di Acheronte.
Splendore del mattino è il tuo; ma è muto
il giorno: tu invece mi porti in dono la tua voce,
anche più dolce di un canto di sirena. In lei è sospesa 
ogni speranza del mio cuore.

5 commenti:

Ardea Cinerea ha detto...

"Anche la Speme,
ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve
tutte cose l'obblío nella sua notte;
e una forza operosa le affatica
di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe
e l'estreme sembianze e le reliquie
della terra e del ciel traveste il tempo."

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Gianrico!

Ardea Cinerea ha detto...

Grazie a te... volevo inviarti una poesia di Zanzotto, ma è risultata troppo lunga...
Buona settimana!

Francesca Vicedomini ha detto...

Mandala mandala!!!!

Ardea Cinerea ha detto...

Te la invio via Facebook...
Retorica su Sbandamento, il principio Resistenza.

A presto,

G.