Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 2 giugno 2011

La farfalla di Emily Dickinson

Thomas Blackshear/Golden breeze
La farfalla ottiene
Poca simpatia
Anche se con favore menzionata
Dall'Entomologia -
Poiché viaggia liberamente
E indossa un soprabito adeguato
I circospetti sono certi
Che sia dissoluta
Se avesse un blasone ordinario
O pudica Laboriosità
Sarebbe più agevole garantirne
L'Immortalità
*****
The butterfly obtains
But little sympathy
Though favorably mentioned
In Entomology -
Because he travels freely
And wears a proper coat
The circumspect are certain
That he is dissolute
Had he the homely scutcheon
Of modest Industry
'Twere fitter certifying
For Immortality -

9 commenti:

Veronica ha detto...

Sull'attimo delle ali della farfalla sta disegnata tutta la Bellezza dell'Universo.Bisogna coglierla al volo. Perché il tempo è fugace.
Buongiorno a tutti

Ardea Cinerea ha detto...

Penso che - quantomeno a livello inconscio - il fatto che la farfalla svolazzi di fiore in fiore deponga a suo sfavore. E faccio da contraltare al pur valido richiamo di Veronica invitando a cogliere anche quanto fugace non è. A ricercarlo, se esiste...
Bonne journée...

Rose ha detto...

È una brava impollinatrice grazie alla sua spiritromba, un apparato boccale specializzato per succhiare anche il nettare in fiori molto "profondi", come convolvoli, campanule e giacinti. Per questo svolazza tra i fiori.
Altrove, Emily parla delle appariscenti livree di api e bombi, altri impollinatori svolazzanti tra le corolle, e li chiama traditori! ;)

Rose ha detto...

E un buongiorno su ali di farfalla!

Veronica ha detto...

Hai sollecitato l'ala fantastica del mio pensiero Rose.Ho pensato al privilegio della farfalla: suggendo il nettare riesce a scrutare gli universi misteriosi nascosti nei calici dei fiori. Lei, così piccola e caduca può cogliere in un solo istante la magnificenza invisibile della natura. L'occhio umano, per quanti sforzi compia, resterà a interrogarsi sulla superficie muta dei petali...

Francesca Vicedomini ha detto...

Che belle cose avete scritto, vi ringrazio. Buon w.e.

Rose ha detto...

È vero, Veronica, e mi unisco agli apprezzamenti di Francesca.
Posso aggiungere anche che gli occhi degli insetti sono diversi dai nostri, perché formati da tanti occhietti (ommatidi) in grado di recepire l'immagine come se fosse un puzzle, oppure la stessa immagine moltiplicata, come in uno specchio sfaccettato.
La realtà è anche ciò che vediamo, e ognuno ha la sua realtà.

Veronica ha detto...

@Rose
quindi la realtà è ciò che "possiamo" vedere. Ma se è così la realtà oggettiva esiste? E se c'è dov'è? E' fuori di noi?
p.s. chiedo ausilio ad Ardea la voce filosofica di questo Blog

Rose ha detto...

D'acchito direi che è reale ciò che è percepibile con i sensi [cinque, più alcuni altri, a mio parere ;)]. I nostri sensori sono comunque diversi da persona a persona: non vediamo i colori allo stesso modo, né le forme, così come non abbiamo lo stesso senso del tatto o del gusto, anche se la base fisiologica e anatomica è comune a tutti noi.
Per il resto: la realtà è oggettiva e soggettiva allo stesso tempo, ed allo stesso tempo è in noi e fuori di noi.