Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

domenica 5 giugno 2011

Lucciole di Marino Moretti

Margaret W. Tarrant
Vanno, vanno col loro 
lumino mezzo verde, 
come in soffio d'oro... 
«Lucciola, lucciola, vien da me! ». 
Oh, non aprire il pugno 
per afferrarle... Guai! 
Esse, bimbo, non sai? 
son le fate di giugno... 
«Lucciola, lucciola, vien da me! ». 
Bimbo, che ne faresti 
d'un lumino cosi 
lieve? Immagino, si, 
che me lo spegneresti... 
«Lucciola, lucciola, vien da me! ». 
Lucciole! Col lumino 
loro, il lumino verde, 
a qualcun che si perde
insegnano il cammino: 
sono le nostre stelle, 
le stelle della Terra, 
o tu che ami la guerra, 
fanciulletto ribelle. 
«Lucciola, lucciola, vien da me! ».

2 commenti:

Veronica ha detto...

(Io le vedo così):

L'albero è un cielo verde
Di notte
nella sua volta frondosa
danzano le scintille delle lucciole
Baluginano silenziose
punteggiando il buio
Inafferrabili
Come i sogni degli uomini
Il giorno le nasconde
Si accendono solo di notte
come le stelle
Veronica
Buona domenica a tutti

Rose ha detto...

La filastrocca completa, se non sbaglio, è

Lucciola, lucciola, vien da me,
ti darò il pan del re,
il pan del re e della regina,
lucciola, lucciola, lucciolina.


In realtà, alle lucciole si fa fare una brutta fine. E manco una briciola di pane reale.
Ha ragione Marino Moretti a trattenere i bambini! ;)


Buona domenica a Francesca, alle prese con il suo PC nuovo di zecca, a Veronica e alle sue lucciole oniriche e a tutti i passanti...