Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

venerdì 13 gennaio 2012

Anime salve di Fabrizio De Andrè

Lucian Freud*1967
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e non basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia
(grazie Faber per essere stato con noi)

8 commenti:

Veronica de Gregorio ha detto...

Il Testamento di De André ( la versione cantata con Fossati è impagabile)
p.s. Buongiorno a tutte le "anime salve" di questo Blog

Francesca Vicedomini ha detto...

Buongiorno Veronica...

Ardea Cinerea ha detto...

Bonjour...

Ardea Cinerea ha detto...

Certezza del vero

Sciorinati giorni dispersi,
cenci all'aria insaziabile:
prementi ore senza uscita,
fanghiglia d'acqua sorgiva:
torpor d'attimi lascivi
fra lo spirito e il senso;
forsennato voler che a libertà
si lancia e ricade,
inseguita locusta tra sterpi;
e superbo disprezzo
e fatica e rimorso e vano intendere:
e rigirìo sul luogo come carte,
per invilire poi, fuggendoli lezzo,
la verità lontano in pigro scorno;
e ritorno, uguale ritorno
dell'indifferente vita,
mentr'echeggia la via
consueti fragori e nelle corti
s'amplian faccende in conosciute voci,
e bello intorno il mondo, par dileggio
all'inarrivabile gloria
al piacer che non so,
e immemore di me epico armeggio
verso conquiste ch'io non griderò.
- Oh-per l'umano divenir possente
certezza ineluttabile del vero,
ordisci, ordisci dè tuoi fili il panno
che saldamente nel tessuto è storia
e nel disegno eternamente è Dio:
ma così, cieco e ignavo,
tra morte e morte vil ritmo fuggente, anch'io
t'avrò fatto; anch'io.

Clemente Rebora

Veronica de Gregorio ha detto...

Grazie Francesca, naturalmente il solito saluto speciale a te , Gianrico, Rose e Viola.

Francesca Vicedomini ha detto...

Davvero bella Gianrico, tengo presente. Bonne nuit (va bene?)

Rose ha detto...

Chiudo il cerchio: buonanotte alle anime salve di questo blog, e a quella di Faber.

Ardea Cinerea ha detto...

Bonne nuit c'est parfait...

Ci sono invece due errori nella trascrizione della poesia (sicuramente dovuti ad uno scanning + ocr frettolosi). Leggasi:

"e rigirìo sul luogo come cane
per invilire poi, fuggendo il lezzo,"

Bonne journée et bon week-end