Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

venerdì 11 novembre 2011

Distacco di Vincenzo Cardarelli

Christian Schad*La madre Marcella
Io ti sento tacere da lontano.
Odo nel mio silenzio il tuo silenzio.
Di giorno in giorno assisto
all’opera che il tempo,
complice mio solerte, va compiendo.
E già quello che ieri era presente
divien passato e quel che ci pareva
incredibile accade.
Io e te ci separiamo.
Tu che fosti per me più che una sposa!
Tu che volevi entrare
nella mia vita, impavida,
come in inferno un angelo
e ne fosti scacciata.
Ora che t’ho lasciata,
la vita mi rimane
quale un’indegna, un’inutile soma,
da non poterne avere più alcun bene.
(Poesie*1942)

2 commenti:

Rose ha detto...

Eppure c'è comunione nel distacco di questi coniugi: "io ti sento tacere da lontano" denuncia una comprensione telepatica, spesso presente in chi è vissuto a lungo con qualcuno.

Buon - brevissimo, come dice Francesca! - week-end!.

Ardea Cinerea ha detto...

"La vita ci disperde, o X,
ci annulla come suoi zeri.
Luoghi persone cose che erano in noi,
e noi in essi, ridotti a parvenze,
a rarefatti frammenti di memoria..."