Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 5 aprile 2011

Canzone di primavera di Federico Garcia Lorca

Elizabeth Adela Forbes/April
I
Bambini allegri escono
dalla scuola,
riempiendo l'aria tiepida
d'aprile di tenere canzoni.
Quanta allegria ha il silenzio
profondo della stradina!
Frammenti di silenzio
tra risa d'argento nuovo.
II
Cammino a sera
tra i fiori dell'orto,
lasciando lungo la strada
l'acqua del mio dolore.
Sul monte solitario,
un cimitero di paese
appare come un campo seminato
di semi di teschi.
E cipressi sono in fiore
come teste giganti
che con vuote orbite
e verdognole chiome
guardano l'orizzonte
pensosi e addolorati.
Divino aprile, che arrivi
carico di sole e essenze,
riempi di nidi d'oro
i teschi in fiore!
Granada, 28 marzo 1919
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Cancion Primaveral
I
Salen los niños alegres
de la escuela,
poniendo en el aire tibio
del abril canciones tiernas.
¡Que alegría tiene el hondo
silencio de la calleja!
Un silencio hecho pedazos
por risas de plata nueva.
II
Voy camino de la tarde,
entre flores de la huerta,
dejando sobre el camino
el agua de mi tristeza.
En el monte solitario,
un cementerio de aldea
parece un campo sembrado
con granos de calaveras.
Y han florecido cipreses
como gigantes cabezas
que con órbitas vacìas
y verdosas cabelleras
pensativos y dolientes
el horizonte contemplan.
¡Abril divino, que vienes
cargado de sol y esencias,
llena con nidos de oro
las floridas calaveras!
Granada, 28 de marzo de 1919

3 commenti:

veronica ha detto...

le "visioni" del gigante Lorca... immagini che arrivano dentro senza mediazione, come se il linguaggio fosse accessorio di un senso custodito nel suono stesso delle parole.
Buongiorno a tutti e un bacio a Francesca

Rose ha detto...

Capita sempre più raramente di sentire voci di bambini che giocano per la strada.
Questo è "un Paese per vecchi", per attività pomeridiane pianificate e pagate, per giochi tecnologici.
Nei bambini di Federico c'è un suono così allegro e dolce che fa desiderare di ascoltare qualche vocina cantare dalla strada.
Speriamo che aprile compia il suo miracolo.

Francesca Vicedomini ha detto...

Per i bambini che giocano per strada la vedo dura, passeggio con i miei canini e non ne vedo proprio mai. Ricordo la mia infanzia senza Pc e altri giochi tecnologici (e non è una critica contro il progresso intendiamoci) e le mie ginocchia sempre sbucciate. Buona giornata Rose!
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Veronica un bacio a te e a Ulisse, che tengo sempre nel cuore.
Ragazze buon nuvoloso giorno d'aprile.