Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 10 maggio 2011

La gioia perfetta di Diego Valeri

Antonio Lopez Garcia/1980
Come triste il giorno di maggio
dentro il vicolo povero e solo!
Di tanto sole neppure un raggio,
con tante rondini neanche un volo..
Pure, c'era in quello squallore,
in quell'uggia greve e amara,
un profumo di cielo in fiore,
un barlume di gioia chiara.
C'era in alto una voce di mamma,
così calma, così pura!
che cantava la ninna nanna
alla propria creatura.
C'era... c'erano tante rose
affacciate a una finestra,
che ridevano come spose
preparate per la festa.
C'era, seduto sui gradini
d'una casa di pezzenti,
un bambino piccino piccino
dai grandi occhi risplendenti.
E poi dopo non c'era più nulla...
Ma, di maggio, alla via poveretta
basta un bimbo un fiore una culla
per formarsi una gioia perfetta.

12 commenti:

veronica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
veronica ha detto...

Molto bella nella sua semplicità.
In quel dettaglio, in quella messa a fuoco di un piccolo movimento che genera luce, è racchiusa la gioia perfetta: quella derivante dalla consapevolezza che tutto declina verso la bella stagione. Maggio: il mese dell'Attesa.
Buongiorno ai commensali di questo desco...

Rose ha detto...

Ogni vita ha diritto alla gioia: ringraziamo le cose che riescono a procurarla e che sono alla portata di tutti.

Mi affianco a Veronica per augurarvi un buon giorno.

Ardea Cinerea ha detto...

Assente solitudine
dalla quale
anche il dolore scompare
Solo sussiste
la labile coscienza
di un sogno
di un'idea-ideale
come un disegno, là,
tra il cielo e l'ocra
degli immobili,
là, oltre l'inutile fioritura.

veronica ha detto...

@ Ardea
La consapevolezza dell'esserci, null'altro. E' questo che intendi?
p.s. la tua poesia è splendida. Come tutte quelle che scrivi. Ma la mia preferita è quella dove citi la linfa delle foglie. La vedo sgorgare densa e muta , come se fosse sangue...

viola ha detto...

Ci sono attimi di gioia perfetta. Istanti che passano veloci. Quando ci si sente compiuti nel nulla. Che bella, semplice poesia! grazie Francesca, un saluto a tutti:)

Ardea Cinerea ha detto...

Grazie Veronica... quella cui ti riferisci è la mia prima poesia.
In quest'ultima... a volte la coscienza della distanza che ci separa dalla coscienza della "maggioranza" fa sembrare tutto così irreale... anche il dolore appare un'illusione o quantomeno appare inutile. Vi è una sorta di annichilimento...

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie a tutti, questa poesia l'avevo imparata alle elementari, ritrovarla è stato molto dolce.
Gianrico, se non lo fai tu, dovrò riordinare io le tue poesie...

Ardea Cinerea ha detto...

Francesca : non vorrei davvero importi un compito così gravoso, oltre che noioso... :-)
Il fatto è che non mi considero un poeta, non sono un uomo di lettere, la poesia è per me uno stato d'animo o una disposizione dello spirito entro il quale si manifesta il poièin, cioè semplicemente la nostra creatività, la possibilità di non soggiacere alla realtà ma di crearla o ricrearla secondo un'idea. Ad ogni modo a parte quattro foglietti non sussiste nulla di cartaceo.... Merci e buona giornata...

Anonimo ha detto...

Mi serve la parafrasi! Grazie

Francesca Vicedomini ha detto...

Gentile Anonimo,
questo non è un servizio contemplato dal Blog.
Buona giornata.

Veronica ha detto...

Grande Francesca! ;-) ( la "furbizia" è sempre un gradino (uno solo nella più ottimistica delle ipotesi...)sotto l'intelligenza, non tutti hanno le gambe abbastanza forti da superarlo...