Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 15 marzo 2011

Ricordo di Ripetta di Gabriele D'Annunzio

Georges De Feure
E ne l'anima ancor veggovi quale
io da prima vi amai. Alta e pieghevole
passaste, sorridente e luminante,
pel chiaro gelo del mattin iemale.
Lunghi rami di mandorlo la fante
dietro di voi recava. Inconsapevole,
un bellissimo sogno floreale
dietro di voi lasciaste al riguardante.
— Su da la strada chiara e solitaria
rompeano molti al cielo di turchese
mandorli in fiore, per incantamento.
E stava tra la selva imaginaria
il palazzo del principe Borghese
Come un gran clavicembalo d'argento.
(Intermezzo)

5 commenti:

Rose ha detto...

Ogni volta che leggo le descrizioni femminili di D'Annunzio non riesco a non chiedermi se queste donne fossero attratte da lui. Nella stragrande maggioranza dei casi, secondo me, le sue conquiste erano millanterie e propaganda.

Tiepido sole, cielo velato e tanti uccellini che trillano.

Buon martedì a tutti

Ardea Cinerea ha detto...

Interno

Di spume e d'astri
belli saranno i fiori
Bronzi che rintoccano
di luce avvivano
lo spazio verde
Interiorità amata
Interiorità desiderata
è il Tuo corpo,
è il Tuo volto,
la Tua anima nuda.

È di oggi...

Francesca Vicedomini ha detto...

Rose, D'Annunzio mi ricorda un pochino il nostro piccolo cesare.
Chissà se gli sarebbe piaciuto il bunga bunga, forse era troppo feticista, mah!

Ardea, ti rinnovo i miei complimenti, metti ancora versi tuoi, sono molto belli.
Una buona piovosissima giornata!

Rose ha detto...

Francesca, sto ridendo di gusto per la tua osservazione.
Non solo è azzeccata, ma mi hai fatto venire in mente che sia il Gabrieluccio sia il presidente del cas... ehm, del consiglio (minuscolo voluto e pertinente) hanno entrambi le loro detrattrici: Tamara de Lempicka descriveva il pescarese come "l'orrido nano" e Wally Toscanini (figlia di Arturo) definiva oscena la sua bocca (argh! @_@); del didietro (sto male) del nostro ridicolo cesarino soprassiedo su quanto hanno spifferato le sue squallide cortigianotte in PVC (ari-argh! @_@)...
E con tutto, che tristezza: per fortuna ci sono il tuo blog e i versi di Ardea e dei tuoi amici!

Buona giornata!

Francesca Vicedomini ha detto...

Rose, che tristezza però eh?