Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 22 agosto 2011

Frutta erbaggi di Umberto Saba

Blaise Desgoffe
Erbe, frutta, colori della bella
stagione. Poche ceste ove alla sete
si rivelano dolci polpe crude.
Entra un fanciullo colle gambe nude,
imperioso, fugge via.
S'oscura
l'umile botteguccia, invecchia come
una madre.
Di fuori egli nel sole
si allontana, con l'ombra sua, leggero.

4 commenti:

viola ha detto...

complimenti agli editori, alla segretaria e soprattutto a te! buona settimana Francesca:)

Centro di ascolto ha detto...

Frutta acerba, il tuo colore è verde/
Non di speranza che il rosa ed il giallo/Ti rendano un giorno maturità/
E dolcezza alla tua polpa succosa/
Ma di giada è verde/e di rosso è corallo/che il cuore di legnosa acidità/la tua buccia racchiude algida e astiosa

Rose ha detto...

Frutta nell'immagine, nei versi, nei commenti... un giorno, ehm... fruttuoso! ;)

Il ragazzino porta vita e luminosità alla bottega - le gambe sotto i calzoncini suggeriscono l'estate - e un'ombra lieve nel sole della strada, non appena esce. Saba lo tratteggia con pochi tocchi e molta efficacia.

Buona serata, buon domani.

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie come sempre, hai visto Viola che razza di collaboratori ho? Sono meravigliosi!