Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 11 agosto 2011

Voglio uno sciopero di Gioconda Belli

Hans Baluschek*Proletarierinnen*1900
Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti.
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai, di colombe
di autisti, di fiori
di tecnici, di bambini
di medici, di donne.
Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all’amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l’orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l’autobus, gli ospedali
la strada, i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che si allontana.

3 commenti:

Rose ha detto...

E tutti i gatti gli soffiano addosso per allontanarlo.
Festeggeremo quando se ne sarà andato, quando questi giorni bui saranno spariti.
Adesso tratteniamo il respiro.

Buon sobino anche a Francesca!

Francesca Vicedomini ha detto...

Appunto Rose, appunto...
buon w.e. di ferragosto!

Centro di ascolto ha detto...

esaltante poesia