Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

mercoledì 3 agosto 2011

Le giovinette di Giorgio Caproni

Paul Chabas
Le giovinette così nude e umane
senza maglia sul fiume, con che miti
membra, presso le pietre acri e l'odore
stupefatto dell'acqua, aprono inviti
taciturni nel sangue! Mentre il sole
scalda le loro dolci reni e l'aria
ha l'agrezza dei corpi, io in che parole
fuggo - perché m'esilio a una contraria
vita, dove quei teneri sudori,
sciolti da pori vergini, non hanno
che il respiro d'un nome? ... Dagli afrori
leggeri dei capelli nacque il danno
che il mio cuore ora sconta. E ai bei madori
terrestri, ecco che oppongo: oh versi! oh danno!
(Il passaggio d'Enea)

3 commenti:

Veronica ha detto...

pensieri di un guardone?

Rose ha detto...

Ah ah ah! Veronica, mi hai fatto morire!
Caproni che sbircia tra le fresche e dolci acque?

Soba nuvolosetto e afoso. Buon pomeriggio!

Rose ha detto...

Però è anche un po' passero solitario, porello... ;)