Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 12 settembre 2011

Piccolo testamento di Eugenio Montale

Paul Gauguin*1891
Questo che a notte balugina
nella calotta del mio pensiero,
traccia madreperlacea di lumaca
o smeriglio di vetro calpestato,
non è lume di chiesa o d'officina
che alimenti
chierico rosso, o nero.
Solo quest'iride posso
lasciarti a testimonianza
d'una fede che fu combattuta,
d'una speranza che bruciò più lenta
di un duro ceppo nel focolare.
Conservane la cipria nello specchietto
quando spenta ogni lampada
la sardana si farà infernale
e un ombroso Lucifero scenderà su una prora
del Tamigi, dell'Hudson, della Senna
scuotendo l'ali di bitume semi-
mozze dalla fatica, a dirti: è l'ora.
Non è un'eredità, un portafortuna
che può reggere all'urto dei monsoni
sul fil di ragno della memoria,
ma una storia non dura che nella cenere
e persistenza è solo l'estinzione.
Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato
non può fallire nel ritrovarti.
Ognuno riconosce i suoi: l'orgoglio
non era fuga, l'umiltà non era
vile, il tenue bagliore strofinato
laggiù non era quello di un fiammifero.
(La bufera)
*Eugenio Montale nel trentennale della scomparsa*

3 commenti:

Francesca Vicedomini ha detto...

Era un omaggio assolutamente doveroso!

Ardea Cinerea ha detto...

http://youtu.be/mjpFi9bn1do

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Gianrico, pensa che l'Orfeo lo vidi a Mantova in Palazzo Ducale nel 90, eravamo seduti in centro del salone con tutto il palcoscenico che ci circondava. Magnifico!