Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 1 ottobre 2011

Torna l'autunno di Pablo Neruda

George Inness*October*1886
Un giorno vestito a lutto cade dalle campane,
come un trepido tessuto vagamente di vedova,
è un colore, un sonno
di ciliege affondate nella terra,
è uno strascico di fumo che giunge senza tregua
a mutare il colore dell'acqua e dei baci.
Non so se mi capite: quando dall'alto
si avvicina la notte, quando il solitario poeta
ode alla finestra correre il corsiero dell'autunno
e le foglie della paura calpestata crepitano nelle sue arterie,
c'è qualcosa nel cielo, grosso come una lingua
di bue, qualcosa nel dubbio del cielo e dell'aria.
Tornano le cose al loro posto,
l'avvocato inevitabile, le mani, l'olio,
le bottiglie,
tutti gli indizi della vita: i letti, soprattutto,
sono pieni di un liquido cruento, 
la gente affida i segreti a loschi orecchi,
gli assassini scendono scale,
ma non è questo, è il vecchio galoppo,
il cavallo del vecchio autunno che trema e dura.
Il cavallo del vecchio autunno ha la barba rossa
e la bava della paura gli copre le mascelle.
e l'aria che lo segue è simile all'oceano
e profuma di un vago marciume sotterrato.
Tutti i giorni scende dal cielo un colore di cenere
che le colombe devono spartire sulla terra:
la corda che l'oblio e le lacrime intrecciano,
il tempo che ha dormito lunghi anni nelle campane,
tutto,
i vecchi abiti tarlati, le donne che vedono venire la neve,
i papaveri neri che nessuno può contemplare senza morire,
tutto cade tra le mani che sollevo
in mezzo alla pioggia.
Vuelve el otoño
Un enlutado dia cae de las campanas
como una temblorosa tela de vaga viuda,
es un color, un sueño
de cerezas hundidas en la tierra,
es una cola de humo que llega sin descanso
a cambiar el color del agua y de los besos.
No sé si se me entiende: cuando desde lo alto
se avecina la noche, cuando el solitario poeta
a la ventana oye correr el corcel del otoño
y las hojas del miedo pisoteado crujen en sus arterias,
hay algo sobre el cielo, como lengua de buey
espeso, algo en la duda del cielo y de la atmosfera.
Vuelven las cosas a su sitio,
el abogado indispensable, las manos, el aceite,
las botellas,
todos los indicios de la vida: las camas, sobre todo,
están llenas de un liquido sangriento,
la gente deposita sus confianzas en sordidas orejas,
los asesinos bajan escaleras,
pero no es esto, sino el viejo galope,
el caballo del viejo otono que tiembla y dura.
El caballo del viejo otoño tiene la barba roja
y la espuma del miedo le cubre las mejillas
y el aire que le sigue tiene forma de océano
y perfume de vaga podredumbre enterrada.
Todos los días baja del cielo un color ceniciento
que las palomas deben repairt por la tierra:
la cuerda que el olvido y las làgrimas tejen,
el tiempo que ha dormido largos años dentro de las campanas,
todo,
los viejos trajes mordidos, las mujeres que ven venir la
nieve,
las amapolas negras que nadie puede contemplar sin morir,
todo cae a las manos que levanto
en medio de la lluvia.

6 commenti:

Rose ha detto...

Immagini e metafore per definire il senso di questa stagione e le sensazioni di caducità che porta con sé.

Buon sabato!

Francesca Vicedomini ha detto...

Scrivere dell'autunno con questo caldo è un pò strano, buon sabato "estivo"

Veronica ha detto...

Un mio autunno...

Un dito del sole
giocando tra i rami
buca
con un timido fascio di luce
la volta livida su fronde sopite.
Aria bagnata
di vetro grigio
sospesa
greve su foglie accese
Così,
rosso e silente
scorre l’autunno.
Fragile crepitio del mio passaggio
Veronica

Veronica ha detto...

p.s. domando scusa se ho postato queste parole all'ombra del gigante Neruda!

Francesca Vicedomini ha detto...

Veronica, i tuoi versi sono molto belli.

Rose ha detto...

Anche a me piace la poesia autunnale di Veronica!