Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 24 gennaio 2011

In grigio di Emanuel Carnevali

Bouguereau/The first mourning/1888
Il giorno mi pesa addosso come una tonnellata di fumo.
Le cose già fatte sono
cadaveri che riempiono di fetore
le stanze grigie dei miei ricordi.
Il futuro è una fila di
bambini nati morti.
La pozza dell’oblio è fangosa.
Solo ricordi in lenta marcia
avanzano lungo la strada dell’oggi. Cielo grigio
per ridestarmi in un momento.
Ma un sonno tetro è il programma per oggi:
sonno che sale dal cuore
come un gas nero.
Io so che per avere dormito a lungo
i morti hanno ripreso forza.
In giorni come questi
spalancano a calci le loro tombe
e ne balzano fuori con eleganza.
Sussurrano orribili segreti
l’uno all’altro e a me.
Portano i loro sudari e
li scuotono animosamente.
O Divinità del terrore e della malinconia
vienimi in aiuto!
Ho ancora baci sfioriti per te,
baci che non voglio buttare via perché sono molto povero,
distaccami dai miei ricordi.
Essi mi inquietano tanto che il sonno sussulta e fugge,
sussulta e fugge.

5 commenti:

Rose ha detto...

Lacerante, Em. Grande poesia.


Ultima settimana di gennaio. Sempre freddo, ma che sole!

Un saluto pieno di affetto.

L'adepta di Per Yngve Ohlin ha detto...

Italiana, quindi nessuno screzio tra le traduzioni.
Affascinante ma inquietante al tempo stesso.
Tanto più che c'è il sole :)

io ha detto...

un'anima che duole. E nel suo petto sta conficcata e ritta la spada lacerante del ricordo...

veronica ha detto...

p.s.
veronica

Francesca Vicedomini ha detto...

Poesia che mi lascia basita per il dolore che racconta.
Giornata sempre fredda ma sole.
Buon martedì.